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Ripresa di settembre: trasformare i buoni propositi in azione

Settembre è una finestra motivazionale utile: per trasformare i buoni propositi in abitudini servono obiettivi concreti, pianificazione basata su COM‑B e supporto/monitoraggio continuativi. L’avvio può essere facilitato da un effetto “fresh‑start”, ma la formazione e il mantenimento delle abitudini richiedono tempo, ripetizione e un contesto stabile (Time to Form a Habit).

Perché la ripresa di settembre può aiutare (e cosa non promette)

I “tempi simbolici” (inizio settimana, mese, anno o rientro a scuola/lavoro) possono agire come punti di partenza motivazionali, favorendo l’avvio di nuovi comportamenti. Tuttavia l’evidenza comportamentale indica che questo effetto aiuta soprattutto l’iniziazione; la persistenza richiede interventi strutturati e monitorati (e non sono garantiti risultati clinici a lungo termine). Per una sintesi sulla formazione e il mantenimento delle abitudini vedi Time to Form a Habit.

Un quadro operativo: COM‑B e scelta delle tecniche

Prima di costruire un programma è utile mappare i determinanti del comportamento con il modello COM‑B (Capability, Opportunity, Motivation → Behaviour). Questo approccio aiuta a scegliere le funzioni dell’intervento (education, enablement, environmental restructuring, ecc.) e le singole tecniche comportamentali (BCT) più appropriate. Per il framework e le linee guida operative consultare la guida pratica della WHO per le campagne di behaviour change: Behaviour change campaigns, oltre al lavoro di Michie et al. sul Behaviour Change Wheel.

Elementi chiave per un buon programma di ripartenza

1) Obiettivi chiari e piani “if‑then”

Trasforma i propositi generici in obiettivi specifici, misurabili e con scadenze concrete. La letteratura su goal‑setting e implementation intentions mostra che obiettivi precisi e piani del tipo “se‑allora” aumentano la probabilità di esecuzione rispetto alle intenzioni vaghe. Vedi la meta‑analisi su goal‑setting: Unique effects of setting goals on behavior change.

2) Il ruolo del team: competenze e funzioni

Un team efficace combina competenze tecniche (nutrizione, valutazione clinica), abilità in tecniche di cambiamento comportamentale (BCT) e capacità di supporto motivazionale. Se il paziente ha comorbilità o sta seguendo terapie specifiche, il team valuta interazioni, obiettivi realistici e monitoraggio. Materiali formativi italiani e linee ministeriali sottolineano l’importanza di approcci integrati e di setting adeguati: documenti del Ministero della Salute.

3) Counselling motivazionale e follow‑up

Il Motivational Interviewing (MI) è una tecnica utile per rafforzare motivazione e readiness al cambiamento; la sua efficacia varia però in base alla formazione degli operatori e all’intensità dell’intervento. Integrare sessioni motivazionali con follow‑up e feedback aumenta le probabilità di mantenimento. (Revisione di revisioni su MI: evidenze su Motivational Interviewing).

4) Ambiente, strumenti e monitoraggio

Interventi che modificano il contesto (orari, disponibilità di scelte salutari, reminder) uniti a strumenti di self‑monitoring (diario alimentare, app, feedback periodici; vedi Self‑Regulation Mechanisms in Health Behaviour Change) producono risultati migliori nelle revisioni su programmi multicomponente. La meta‑analisi sui workplace wellness mostra effetti modesti ma significativi su consumo di frutta/verdura, BMI e alcuni parametri cardiometabolici quando gli interventi sono strutturati e prolungati nel tempo. Attenzione: risultati e trasferibilità sono eterogenei.

Suggerimento pratico: a settembre scegli un obiettivo concreto (es. “3 pasti equilibrati/settimana cena senza schermo”), scrivi quando lo farai e quale misura userai per controllare il progresso; concorda un breve check con il tuo nutrizionista entro 2–4 settimane.

Errori comuni e rischi da evitare

  • Contare solo sulla motivazione iniziale: l’avvio è spesso facile, il mantenimento no.
  • Obiettivi vaghi e non misurabili che generano frustrazione.
  • Interventi “one‑size‑fits‑all” senza valutare capability/opportunity/motivation individuale.
  • Trascurare follow‑up e adattamento del piano in base ai risultati.

Casi particolari: terapie e interventi medici

Se il percorso include farmaci dimagranti, interventi bariatrici o altre terapie, è fondamentale coordinare nutrizione e follow‑up clinico. Per esempio, chi segue una terapia farmacologica può dover considerare il ruolo dei grassi buoni nella dieta durante il trattamento: Il Ruolo Cruciale dei Grassi Buoni durante la Terapia con Farmaci Dimagranti. Per informazioni sugli specifici farmaci dimagranti e sul loro meccanismo vedi Agonisti del Recettore GLP‑1: Meccanismo d’Azione e Ruolo nel Controllo del Peso. Se si tratta di persone che hanno avuto un intervento bariatrico, pianificare controlli e adeguare apporto proteico è essenziale: vedi il programma di screening dopo chirurgia bariatrica e indicazioni su come distribuire e scegliere le fonti proteiche dopo l’intervento.

Come misurare e valutare il programma

Definisci indicatori semplici e ripetibili: frequenza dei pasti pianificati, numero di giorni con attività fisica, peso corporeo (se rilevante), e indicatori soggettivi di benessere. Integra feedback regolari (monitoraggio) e revisioni del piano. Ricorda che le revisioni sistematiche riportano effetti medi modesti su popolazioni ampie; l’impatto individuale dipende dall’implementazione e dal contesto.

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Risorse pratiche e primo piano d’azione per settembre

  1. Identifica 1–2 obiettivi specifici e misurabili per il mese.
  2. Scrivi implementation intentions (quando, dove, come) per ogni obiettivo.
  3. Pianifica un primo check con il tuo professionista entro 2–4 settimane.
  4. Usa strumenti di auto‑monitoraggio e chiedi feedback regolari; per idee pratiche su pasti vedi Colazione chetogenica: idee dolci e salate per iniziare la giornata con energia.
  5. Se necessario, coinvolgi un team (nutrizionista, medico, coach) con competenze in behaviour change.

Fonti e approfondimenti

  1. A guide to
  2. The behaviour change wheel: A new method for characterising and designing behaviour change interventions – PMC
  3. Effectiveness of workplace wellness programmes for dietary habits, overweight, and cardiometabolic health: a systematic review and meta-analysis – PubMed
  4. Effectiveness of Motivational Interviewing on adult behaviour change in health and social care settings: A systematic review of reviews – PMC
  5. Unique effects of setting goals on behavior change: Systematic review and meta-analysis – PubMed

Fonti consultate e verificate durante la preparazione dell’articolo. Accesso: 22 agosto 2026.

Domande Frequenti

Settembre spesso funziona come “fresh‑start” psicologico che aumenta la propensione ad iniziare nuovi comportamenti, ma non garantisce il mantenimento: servono piani e supporto continui.

Rendi l’obiettivo specifico, misurabile, con scadenza e un piano if‑then (es. “se è lunedì alle 18 vado a camminare 30’”).

Non sempre: per cambiamenti semplici si può partire da soli; per obiettivi medici, perdita di peso significativa o dopo interventi (es. bariatria) il team multidisciplinare è raccomandabile.

Sì, il Motivational Interviewing può aumentare la motivazione e la readiness, ma l’efficacia dipende dalla formazione dell’operatore e dall’integrazione nel percorso.

Le revisioni mostrano miglioramenti modesti ma significativi se l’intervento è multicomponente e prolungato; la durata e l’entità variano molto tra studi.

Conclusioni

Settembre è una finestra utile per iniziare cambiamenti salutari, ma per trasformare i buoni propositi in abitudini serve: obiettivi chiari, piani concreti (implementation intentions), supporto e monitoraggio. Usa un approccio basato su COM‑B per progettare il percorso, integra tecniche di counselling quando necessario e coinvolgi il team appropriato per situazioni cliniche complesse. Le evidenze suggeriscono che programmi ben progettati possono produrre benefici modesti su consumo alimentare e parametri cardiometabolici, ma la generalizzabilità varia e la persistenza richiede follow‑up. Per approfondire questo aspetto, consulta Colazione chetogenica: idee dolci e salate per iniziare la giornata con energia.

Se desideri un piano personalizzato o una valutazione clinica, rivolgiti a un professionista esperto in nutrizione e cambiamento comportamentale.

Gli argomenti riportati sul sito sono a puro scopo informativo e non sostituiscono il parere di un medico o di uno specialista.

Contenuto preparato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale per ricerca e organizzazione, quindi verificato e revisionato dal dott. Giovanni De Stefano, biologo nutrizionista.