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Stitichezza con Mounjaro: perché può comparire e cosa si può fare

Se stai assumendo tirzepatide (Mounjaro) e hai notato un peggioramento del transito intestinale, è una reazione riportata nei trial clinici e nei documenti regolatori. Questo articolo spiega in modo pragmatico perché può succedere, quali fattori concorrenti cercare nella tua routine e quali misure alimentari e comportamentali provare prima di ricorrere ad altri interventi. I riferimenti citati sono documenti regolatori e revisioni scientifiche; quanto scritto non sostituisce una valutazione clinica personalizzata.

Perché può comparire la stitichezza durante la terapia con Mounjaro

Più fonti concordano che la comparsa di eventi gastrointestinali, inclusa la costipazione, è un effetto noto di tirzepatide. L’scheda EPAR dell’EMA riporta che in alcuni studi “constipation” è stata osservata fino a 1 persona su 10; tuttavia l’incidenza riportata varia tra gli studi e le popolazioni. Ad esempio, nello studio SURMOUNT-4 la costipazione è stata registrata in circa il 20.7% dei partecipanti in fase di lead-in, per lo più come evento lieve-moderato (SURMOUNT-4).

Meccanismi plausibili e limiti delle evidenze

I meccanismi più accreditati si basano sull’attività agonista GLP‑1 di tirzepatide: gli agonisti GLP‑1 rallentano lo svuotamento gastrico e influenzano la motilità intestinale, fenomeni che possono favorire nausea, senso di sazietà precoce e alterazioni del transito (revisione fisiologica). Il ruolo della componente GIP è meno definito e potrebbe interagire con questi effetti in modi non completamente chiariti. Revisioni sistematiche e meta-analisi indicano un aumento complessivo degli eventi GI (compresa la costipazione) con tirzepatide rispetto al controllo, ma l’entità del rischio varia in base a dose, durata e popolazione studiata (meta-analisi).

Perché il problema non dipende sempre solo dal farmaco

In pratica, diverse abitudini e cambiamenti che spesso accompagnano l’inizio di una terapia con Mounjaro possono aumentare il rischio di stitichezza:

  • riduzione spontanea dell’apporto calorico e, con questo, riduzione rapida della quota di fibre;
  • consumo insufficiente di liquidi (specialmente se si mangia meno ed è presente sazietà precoce);
  • spostamento verso pasti più liquidi o troppo leggeri che perdono volume fecale;
  • attività fisica ridotta, che rallenta il transito intestinale;
  • ignorare lo stimolo alla defecazione oppure cambiare routine di bagno (viaggi, lavoro, ecc.);
  • uso contemporaneo di farmaci che causano costipazione (es. alcuni antinfiammatori, oppioidi, integratori di ferro).

Per queste ragioni è utile valutare simultaneamente dieta, idratazione e attività fisica quando compare stitichezza durante la terapia.

Valutazione iniziale: cosa controllare e quando segnalare

Controlli da fare a casa o durante la visita con il medico

  • modifiche recenti nell’apporto di fibre e calorie;
  • quantità di acqua bevuta quotidianamente;
  • frequenza e consistenza delle evacuazioni (usa la Scala di Bristol come riferimento);
  • farmaci/ integratori assunti contemporaneamente;
  • dolore addominale intenso, distensione marcata o vomito persistente.

Se i sintomi sono lievi-moderati e ben tollerati, molte linee guida suggeriscono prima misure conservative. Tuttavia rivolgersi al medico è indicato se compaiono dolore severo, vomito persistente, sanguinamento rettale o impossibilità di evacuare (possibili segni di complicanza).

Strategie pratiche per migliorare il transito intestinale

Modifiche alimentari e idratazione

Le misure dietetiche seguenti sono supportate dalla fisiologia del transito intestinale e dalle raccomandazioni pratiche usate nei trial e nelle revisioni:

Strategie comportamentali

  • mantenere o aumentare l’attività fisica quotidiana (camminata, esercizi di core e mobilità); vedi anche consigli su alimentazione e fame durante la terapia: Con Mounjaro non ho più fame: devo mangiare comunque?;
  • rispondere allo stimolo di evacuazione quando si presenta e mantenere una routine (es. provare a sedersi sul water dopo i pasti);
  • usare posizioni favorevoli alla defecazione (piedini sollevati o sgabello) per facilitare il passaggio.

Se la stitichezza inizia con la terapia, prima di cambiare il farmaco valuta con il tuo medico le modifiche dietetiche e comportamentali: spesso ridurre calorie senza aumentare fibre o acqua è la causa principale e si può intervenire con semplici aggiustamenti.

Interventi farmacologici sintomatici (da valutare con il medico)

Se misure dietetiche e comportamentali non bastano, il medico può suggerire soluzioni sintomatiche temporanee come lassativi osmotici, emollienti delle feci o, raramente, lassativi stimolanti a breve termine. Le revisioni indicano che la maggior parte degli eventi gastrointestinali correlati a tirzepatide è di lieve-moderata entità e tende a ridursi nel tempo, ma la decisione su farmaci aggiuntivi deve essere presa insieme al medico curante (meta-analisi).

Segnali che richiedono una valutazione medica urgente

  • dolore addominale intenso e persistente;
  • vomito prolungato o difficoltà a trattenere liquidi;
  • assenza completa di evacuazioni e di emissione di gas per più giorni con dolore;
  • sangue nelle feci o calo ponderale non previsto e rapido.

In questi casi è necessario contattare il medico o il pronto soccorso per escludere complicanze.

Stato regolatorio e raccolta dati

Mounjaro è autorizzato nell’Unione Europea dal 15 settembre 2022 e le informazioni su effetti avversi e monitoraggio sono disponibili nella scheda EPAR. In Italia AIFA ha previsto un monitoraggio addizionale e ha pubblicato documenti tecnici relativi all’immissione in commercio (Det. Pres. 270/2024, AIFA), il che significa che la sorveglianza post-marketing è attiva e che i dati real-world continueranno a chiarire i rischi a lungo termine.

Conclusioni

La stitichezza è un effetto indesiderato riportato con tirzepatide (Mounjaro), dovuto probabilmente all’effetto sull’apparato gastrointestinale e spesso esacerbato da cambiamenti nella dieta, idratazione e attività fisica. Molti casi sono lievi-moderati e migliorano con tempo e semplici misure: aumento graduale della fibra, idratazione adeguata, movimento regolare e risposta allo stimolo di evacuazione. Se le modifiche alimentari e comportamentali non bastano, il medico può valutare misure sintomatiche o aggiustamenti della terapia. Segnali come dolore addominale severo, vomito persistente, o assenza completa di evacuazioni richiedono una valutazione medica tempestiva. Per approfondire questo aspetto, consulta Mounjaro e peso fermo: perché il dimagrimento può rallentare (cosa osservare e quando rivolgersi).

Per approfondire aspetti pratici dell’alimentazione durante la terapia e la gestione della fame e della dieta, puoi consultare le risorse sul sito del Dott. Giovanni De Stefano dedicate alla fibra e al cibo durante Mounjaro; per qualsiasi intervento terapeutico o modifica del trattamento parla sempre con il tuo medico o con il tuo biologo nutrizionista di fiducia.

Fonti e approfondimenti

  1. Mounjaro | European Medicines Agency (EMA)
  2. https://www.aifa.gov.it/documents/20142/2476315/DETERMINA_PRES-270-2024_MOUNJARO.pdf
  3. Continued Treatment With Tirzepatide for Maintenance of Weight Reduction in Adults With Obesity: The SURMOUNT-4 Randomized Clinical Trial – PMC
  4. Tirzepatide-Induced Gastrointestinal Manifestations: A Systematic Review and Meta-Analysis – PMC
  5. Physiology and Pharmacology of Effects of GLP-1-based Therapies on Gastric, Biliary and Intestinal Motility – PMC

Fonti consultate e verificate durante la preparazione dell’articolo. Accesso: 22 luglio 2026.

Domande Frequenti

Sì: la stitichezza è stata riportata in studi clinici e documenti regolatori; l’incidenza varia (dalle stime intorno a 1 su 10 fino ad incidenze più alte in specifici trial) e gli eventi sono spesso lievi-moderati. Consulte le fonti regolatorie per i dettagli.

Aumentare gradualmente fibre e acqua, mantenere attività fisica regolare, rispondere allo stimolo di evacuazione e limitare cibi molto ricchi e a basso contenuto di fibra; se non migliora, contatta il medico.

Non interrompere la terapia senza parlarne con il medico: spesso le modifiche dietetiche e piccoli interventi sintomatici risolvono il problema; la decisione di sospendere o modificare la terapia va presa dal medico curante.

Se hai dolore addominale intenso, vomito persistente, sanguinamento rettale o assenza totale di evacuazioni con dolore, rivolgiti subito a un medico o al pronto soccorso.

Sì: alcuni farmaci (es. oppioidi, alcuni antistaminici, integratori di ferro) e cambiamenti nella dieta o attività possono contribuire; porta sempre la lista completa dei farmaci al medico.

Contenuto preparato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale per ricerca e organizzazione, quindi verificato e revisionato dal dott. Giovanni De Stefano, biologo nutrizionista.